domenica 8 settembre 2013

Eterna rincorsa

Domenica mattina, dovrei alzarmi intorno alle 5:30 per fare colazione e prendermela un po' con calma prima di passare a casa di un amico, salirlo in auto e andare a Rimini per correre la mezza Rimini-San Marino.
Tutto saltato: sveglia e colazione, grande fuga per arrivare in orario (Quasi) e via, odioso correre la mattina!
Anche lo stato di forma non è dei migliori, ultimamente ho corso più che altro per tenermi in forma tra alcuni impegni e anche per liberare la testa (Non è che normalmente corro per vincere gare, però a volte uno straccio di buon senso negli allenamenti provo a metterlo), l'ultima corsa lunga risale alla Rimini-Verucchio di inizio luglio.
Su quelle strade mi avvio ancora per una mezza in salita, per dei tratti infatti
si corre sullo stesso asfalto, anche se con una luce diversa, l'altra gara è di pomeriggio, a volte sembra proprio un altro paesaggio grazie al cambio di luminosità.
È in uno delle salite più dure che mi trovo sfinito, non so di preciso che km sia ma è una brutta pendenza ed inizio a guardare la linea bianca a sinistra della strada, ci sono sopra a testa bassa, sbuffo e ogni tanto guardo in alto per capire se e quando si potrà rifiatare.
Poi inizio a pensare che tutta la corsa che abbiamo fatto in passato sia stata per questo momento, dalla gara più bella ed entusiasmante all'allenamento più svogliato o all'apparenza inutile, anzi, è in pratica una cosa unica; un'eterna rincorsa, uno smisurato slancio che non finirà certo in questa salita, con questa gara.
Io ricordo canzoni riscoperte grazie alla corsa, ricordo dov'ero e la voglia di non uscire da quei momenti con quella musica nell'mp3, un allenamento con un amico che ti racconta cose difficili, un inaspettato tramonto corso a fianco di un campo con una luce spettacolare, i fiocchi di neve sulla faccia, ricordo un'uscita che non volevo fare poi invece proprio grazie a quella ho conosciuto nuovi compagni di strada...
Anche tutto questo è dentro e legato al me di questo momento difficile sopra una riga bianca, non mollare è rispettare anche quelle circostanze, vissute perchè io sia quello che sono adesso, ma anche per preservare il me futuro da tentazioni di rinuncia.
Ci saranno momenti più duri di questo, ma è anche grazie a questo, sommato a tutti i metri percorsi prima, che avremo maggiore consapevolezza di noi stessi, tenendo duro oggi abbiamo rispettato il passato ed il futuro insieme, correre ci rende eterni, fuori dallo spazio, fuori dal tempo.

(Poi chiuderò in 1h e 54', ma come sempre, non è il tempo che conta)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Penso di essermi innamorato di te. Tony the Cat

tylerdurden ha detto...

ciao Leone, io più semplicemente penso che potresti scrivere racconti, se già non lo fai.

cooksappe ha detto...

1h e 54'!