Anno nuovo beghe vecchie, so che non
sarebbe bastato un semplice numero in fondo alla data per cambiare le
cose, è normale; però anche se non crediamo in niente, o a poco,
magari pensiamo che possa esserci uno spartiacque, un nuovo inizio,
sapendo comunque che si tratta più che altro di superstizioni.mercoledì 15 gennaio 2014
Ora di tornare a stare meglio?
Anno nuovo beghe vecchie, so che non
sarebbe bastato un semplice numero in fondo alla data per cambiare le
cose, è normale; però anche se non crediamo in niente, o a poco,
magari pensiamo che possa esserci uno spartiacque, un nuovo inizio,
sapendo comunque che si tratta più che altro di superstizioni.lunedì 1 luglio 2013
Come possono finire le leggende?
sabato 9 marzo 2013
Lo scopriremo solo correndo.
Le mie nuove compagne di strada si chiamano Brooks Glycerin, prima volta con questo marchio in oltre dieci anni di corsa.
mercoledì 6 febbraio 2013
A che serve l'inverno
giovedì 13 dicembre 2012
Saper ascoltare
sabato 27 ottobre 2012
La strada è vita
lunedì 22 ottobre 2012
400 Metri
Sarebbe stato simpatico avere il Garmin per vedere la distanza precisa, invece ero partito senza orologio per quelle corsette senza pretese: 7,6 km vicino casa, mp3 e il bel sole delle undici e mezza che scaldava alla perfezione, né troppo né poco.
Nemmeno il tempo di finire la prima canzone che ero già nel ritorno, impossibile proseguire, ora aspettiamo lunedi per il responso del fisioterapista.
Non è comunque la mia uscita più corta, ricordo un 250 metri nel 2006, una prova di ripartenza da un' infortunio che invece richiese un' altro mese di stop, come scordare distanze e date quandosono così sciagurate?
mercoledì 5 settembre 2012
Sei ore
Vengo all' attualità, per modo di dire, dato che sono passati già quattro giorni (Il web ha tempi troppo veloci? Tutto è subito scritto e già vecchio? O forse sono io che sono lento, sono più da blog che da facebook ecco).
Quattro giorni dalla mia prima sei ore, quella di Luco dei Marsi (Aq), 55 km per me, non è che puntassi a niente, solo a correre per sei ore.
La foto della premiazione di categoria può ingannare, io sono quello in mezzo e secondo l' ordine classico dei podi dovrei essere il primo, invece il vincitore è quello a sinistra, io secondo.
Però sono stato il primo a stendermi sul lettino delle massaggiatrici, tempo record: due ore scarse!
domenica 19 agosto 2012
Finalmente vacanze! -1
I biglietti per treni che regolarmente tarderanno sono pronti, presi on-line, siamo coperti per le tratte Arezzo-Milano e Milano-Tirano.
Per la coincidenza ci sono dieci minuti, uno ingenuamente prova anche a
sabato 16 giugno 2012
948
mercoledì 21 marzo 2012
mercoledì 22 febbraio 2012
Prenderla come viene
Ogni Maratona è un' avventura, un avvenimento epico nella propria esistenza, qualcosa che meriterebbe di essere raccontata come si deve, da qualcuno bravo veramente, un fuoriclasse alla Joyce (Il suo “Ulisse” di oltre 700 pagine si svolge in una sola giornata e nella struttura rappresenta l' Odissea di Omero, c'è anche dell' altro ma già così rende l' idea).
Perchè sono tanti gli stati d' animo che si attraversano, tanti i pensieri, tante le difficoltà e altrettanti i momenti esaltanti, certe 42 km sono montagne russe tremende.
Prima della partenza si salutano gli amici, si consegna la borsa, si fa una sgambatina leggera, ci si appunta con le spille il nome che avremo sulla strada, non necessariamente in quest' ordine, ma comunque tutto prima di essere al km zero, con la mano sul cronometro e le orecchie in attesa.
Il primo km è quello che vola via sempre che nemmeno te ne accorgi, senti il Garmin che suona per la prima volta e scopri hai passato gran parte della prima frazioncina ad evitare gli altri podisti.
Raggiungo Wonder Woman e impostiamo un passo a 4' e 45'' al km, un' andatura che in allenamento teniamo bene, su una prima parte favorevole e con un clima che aiuta, sembra una passeggiata, non lo sarà.
I primi km passano tranquilli, all' inizio si affianca a noi Pierluigi The Rock, è in forma e dopo un po' allunga, poi un ragazzo di Perugia conosciuto online su Running Forum e ne approfittiamo per conoscerci di persona, poi Luca il Presidentissimo che fa la mezza, intanto siamo regolari fino alla cascata (12° km), perfetti fino al bivio 21-42 km, usciti da Terni inizia la pioggia, abbastanza fastidiosa e insistente, al 24°/25° iniziamo a perdere colpi, WW accusa dei dolori muscolari e preferisce non forzare, convertiamo la prova in lungo-lento, comunque mettermo km in cascina.
Il drittone intanto sembra non finire mai, c' è poca luce e si corre controvento, non manca niente per divertirsi insomma, poi finalmente, intorno al 30° ecco il bivio a sinistra che ci porta nel km sterrato, un ponte di legno da atraversare e siamo alla Parigi-Roubaix, non si corre sul pavé però ci si sporca, e questo da maggior prestigio ai nostri sforzi, al ristoro mangio un Pan di stelle e bevo una Coca, una battuta con l' animatore poi di nuovo a pestare sulle caviglie che iniziano a stridere.
Si torna sull' asfalto e per alcuni km chiacchieriamo con un nuovo amico, un podista alla sua 250° Maratona, tutti e tre tiriamo a finire alla meno peggio, al ristoro dopo ci perdiamo di vista, io e WW beviamo da fermi, l' uomo bicentenario va.
Si naviga a vista, quello che viene viene, poi rientrati a Terni una frustata d' orgoglio e tentiamo di stare sotto le 3h e 40', se vuoi un obiettivo* lo trovi sempre, anche quando è andata storta è giusto lottare per qualcosa, e allora spingiamo e razziamo le ulime forze, non basterà, 37 secondi ci buttano senza pietà dalla parte sbagliata del risultato.
Perchè sempre risultato si chiama, non esistono tracolli o fallimenti ma solo risultati, a volte buoni a volte meno, prendiamola come viene e guardiamo avanti, dopo ognuno di essi c' è un' altra strada che riparte e ci aspetta.
A me stamattina mi aspettava il mio giro perfetto, i miei classici 7,6 km dove scaricare dolori post-gara e microtraumi, la prima corsa dopo la Maratona, quella che veramente ti riordina.
martedì 3 gennaio 2012
Con 24 secondi
Dicembre è volato via, non sono riuscito ad aggiornare il blog con il resoconto della Maratona non fatta di Pisa, d' altronde se non l' ho fatta che racconto?
Fisicamente non ero al meglio e senza tante preoccupazioni ho deviato per la mezza, per sfruttare comunque il periodo di allenamenti mi sono iscritto alla Maratona di San Silvestro a Calderara di Reno.
Quindi per il terzo anno consecutivo sui 12 giri da 3,500 km, cinque curve a destra e una a sinistra, gli iscritti sembrano sempre gli stessi, è un rito più che una gara.
Il primo giro è un ritorno su sentieri conosciuti, un riprendere confidenza con il tracciato piatto e scorrevole, con tratti di strada visti e rivisti.
Spingo a tutta da subito, non voglio rimorsi, nei primi giri entrano a farmi compagnia anche due amici che fanno la gara a staffetta, quindi ho tutto dalla mia; clima, percorso e lepri, motivi in più per non mollare quando verrano tempi peggiori.
Tempi che arrivano puntuali al 32/34° km, sono al mio limite ed ho un calo, non un crack ma una lenta e regolare deriva, testimoniata dai passaggi che rivedo dopo su TDS.
Cerco di tenermi a galla in tutti i modi, provo a sfruttare il tratto un po' favorevole (E' impercettibile ma a questo punto i sensi si affinano) per rientrare nel passo dell' inizio, cerco appigli mentali, tutto quello che non mi faccia pensare alla fatica che grida nei muscoli.
Così gli ultimi due giri sono un continuo tener duro, un non voler mollare, ho capito che non farò il tempone ma voglio comunque il meglio, l' ultimo km sfodero un disperato 4'22'' di passo e miglioro il PB di 24 secondi, se non avessi raschiato tutto (Veramente tutto) in quell' assalto finale non ce l' avrei mai fatta.
Prima di farmi infilare la medaglia devo appoggiarmi ad una transenna, è la mia 18° Maratona o ultra e non sono mai arrivato così sfinito, la sera poi crollerò dal sonno in casa di amici intorno alle undici confermandomi un pessimo compagno per la fine dell' anno.
Ho cercato su you tube se ci fosse una canzone o qualcosa da inserire con il tema 24 secondi, cliccando, tra le altre cose scopro che in 24 secondi c' è chi: ci prepara una pizza, chi ci risolve il cubo di Rubik, chi ci rulla una canna, chi ci fa gol al Barcellona (Pato), chi risolve il gioco del 15 ecc..., io ci miglioro il mio personale in Maratona!
sabato 31 dicembre 2011
PB a Calderara
lunedì 7 novembre 2011
Incrinato ma intero
Strana la corsa, ci sono giorni in cui ti aspetti di andare in mille pezzi come un mosaico, invece tiri fuori un 3h e 16' che è anche il secondo miglior tempo di sempre.
Non sono uno che si lamenta preventivamente ma uno realista, in questa gara come “consegna” avevo 30 km tirati con Wonder Woman, poi quello che sarebbe venuto, a piacere, appunto pensavo ad un crollo più deciso, invece ho resistito molto bene.
La partenza è a Forlì, sotto una fitta pioggia, le facce in giro però sono tranquille, è gente abituata alle intemperie e agli sforzi prolungati, prima dello sparo si ripetono i gesti di sempre, i soliti riti scaccia-tensione; chi si riallaccia le scarpe, chi scambia incoraggiamenti con il vicino sconosciuto fino a poco prima, chi promette “bastonate” ai compagni di squadra ecc..., ognuno ha il suo modo di vivere quei minuti sospesi, quel tempo senza tempo che non è più l' orario normale del mondo ma non è ancora il tempo di gara.
Forse la partenza con la pistola si fa apposta, per scuotere da questo momento, infatti ci scuote e si va, pensieri e paure scompaiono, torneranno più avanti, intanto un breve giro nel centro prima di prendere la direzione di Ravenna.
Si corre molto su un' argine di un fiume, un tratto un po' noioso ma non difficile, però la strada è stretta e bisogna stare attenti e concentrati sul proprio passo quando si incontrano gruppi, alcuni corrono a “strappi” e rischiano di portarti via dato che ancora stai bene e il cambiamento di ritmo è poco.
Fino alla mezza c'è poco altro da dire, se non che ha smesso di piovere e che passiamo regolari in 1h e 35' 16'', si inizia un po' a sentire la fatica, è l' ora della prima stretta di denti, bisogna arrivare a trenta senza mollare niente, ai restanti 12 ci penserò quando sarà il momento.
Si esce finalmente dall' argine e si entra a Ravenna, qualche giro interno e siamo al bivio 30-42, la corsa per WW finisce qui, tutto regolare, io proseguo e comincio il conto alla rovescia dei km, mi fermo un attimo ad un ristoro per una banana ed un bicchier d' acqua poi riparto con Daniele, un amico con cui ho corso anche venerdi sera nella sgambata pre-gara.
E' proprio lui che mi aiuta a non mollare in questo momento, lo vedo davanti di poco e decido di seguirlo, anzi mi obbligo, dopo l' uscita dalla strada dei partecipanti alla 30 siamo rimasti in pochi e decido che è meglio avere un riferimento.
Per un paio di km lo precedo, entriamo in un parco, usciamo, entriamo in un' altro e sento della musica, delle ragazze stanno suonando Just a Girl dei No Doubt, per me la musica è rigenerante, meglio di qualsiasi ristoro, mano a mano che corro la canzone finisce, intonano qualcos' altro che non riconosco, ma la canzone non parte, due o tre prove ma non va, io prego che riattacchino, al 35° km accetto di tutto, anche un Van Halen (No Jump o mi ritiro) o un Bon Jovi (Solo per ieri, oggi non vale), basta che facciate presto, finalmente parte Sweet child o' mine dei Guns, salvo!
Passo vicino e saluto col segno del Rock, ora posso affrontare meglio gli ultimi km, mi rinfilo nel centro e lotto coi sampietrini sconnessi ed i secchi cambi di direzione dei vicoli, ad ogni segnalazione però c' è un addetto all' incrocio che mi saluta e mi dice di non mollare, non lo faccio ed entro in piazza tra gli applausi, lo speaker annuncia il mio nome e una bella ragazza mi infila una medaglia con un mosaico.
Forse Ravenna essendo la città del mosaico è quella che rappresenta meglio l' essenza del maratoneta; come la medaglia tante incrinature, ma comunque tutto intero.
sabato 5 novembre 2011
Meno uno
Ci siamo, domattina si parte col pullman per Ravenna, qui corsi nel 2005 la mia prima Maratona, il percorso era diverso, ma il clima si preannuncia quello di allora: pioggia continua, è rassicurante avere delle certezze.Una volta si partiva da Ravenna, dal Pala De Andre' per poi tornarci alla fine dei 42,195 km, questa volta si parte da Forlì, si entra a Ravenna e gli ultimi 12 km si faranno nel centro, sperando che ci sia gente per strada ad incitarci, a distrarci un po' dai pensieri* della fatica.
A domani per il crono.
*Pensieri in una giornata come questa mi sembra una parola sbagliata pensando a chi sta a Genova e ne ha di ben altri, logicamente nel nostro caso riferita al contesto sportivo.
martedì 1 novembre 2011
Matematica
Manca meno di una settimana alla Maratona di Ravenna, più o meno mi presenterò come quei scolari che fanno poco durante l' anno poi a ridosso dell' esame provano goffamente e disordinatamente a recuperare tutto.
Però c' è una differenza, allo studente magari chiedono una cosa che ha letto la mattina del ripasso confuso e tutto va bene, in Maratona invece ti chiedono tutto il programma, e la tolleranza per le mancanze di solito è poca.
Il momento della verità è intorno al 32/34° km, se le difficoltà iniziano prima o non è giornata o non valeva la pena neanche partire, se stai pefettamente tutto va regolare, ma nella grande maggioranza delle volte è qua che tocca iniziare a tenere duro.
In poche parole già mi sto preparando, non è che metto le mani avanti, è che è matematica; pochi lunghi-botto sicuro, almeno per me.
Prendiamola come un lungo per Pisa, a Dicembre, là sono già segnato dall' anno scorso, quando la rinviarono per il maltempo.
Intanto oggi mi sono goduto i colori dell' autunno, 14 km di rosso, giallo e verde, gambe buone dopo la mezza di domenica a Trevi (1h e 34'), tutto regolare, da solo dopo tanto tempo, anzi con la mia musica:
venerdì 30 settembre 2011
38 Giorni per una 42 km
Dopo un Agosto passato in bici per via di un' infiammazione a Settembre ho ripreso a correre regolarmente.I miei propositi per l' autunno erano: lavorare per un periodo sulla velocità nei 10000, prolungare la distanza e arrivare alla mezza per migliorare il mio personale, quindi avere un riferimento per preparare una Maratona a tutta in primavera.
Propositi subito saltati, il motivo è che mi faccio trascinare dai compagni (Senza tanta fatica del resto), così mi trovo iscritto alla Maratona Forlì-Ravenna insieme ad altri dodici/tredici individui
Ora dovrò preparare una 42 km in 40 giorni esatti (Anzi 38, due sono già andati), intanto stamattina mi sono preso un Garmin 110 che come l' altro esordirà in gara alla Lamarina (Era il Garmin 405 nel 2008)
Ma ora muoversi! Solo 38 giorni, meno chiacchiere e più corsa.
(Nella foto la mia prima Maratona, proprio a Ravenna nel 2005)
lunedì 22 agosto 2011
TT e il fantino perduto
Dopo aver guardato alcune cose su you tube e seguendo quelli che suggerisce nella colonna a destra mi trovo sul Torist Trophy, mi ricordo con che video ero partito ma ho gia perso la traccia mentale dei clip che mi hanno portato fino a questo (potrei andare in cronologia ma non è questo il punto), il punto è che visto uno mi sono appassionato a questa gara e ne ho visti molti altri.
Il video seduce, incanta subito, moto e piloti che normalmente ti aspetti di vedere in un circuito qui corrono e rombano tra pali della luce, stradine di campagna, muretti ecc. , insomma tutto che non sia pista.
È semplicemente affascinante, per tutti intendo, io non sono un appassionato di motori, ho una vespa 125 e seguo il motomondiale, non credo che basti per definirsi tale, poi finisco su un video così e vengo rapito.
Mi viene in mente quel quadro di Magritte, "Il fantino perduto", il fantino in questione attraversa un bosco, però si vede che è vestito da ippodromo, ha perso la strada ma non si è perso d’animo, e insieme ai vestiti resta la postura da gara (Forse l’ unica che conosce)
Questi in moto fanno la stessa cosa, la sola che sappiano fare, dare gas a tutta, si tratti di pista o di strada, e vedere le immagini di loro che passano tra vialetti e su strade normali ha la stessa magia del fantino perduto di Magritte.
domenica 24 luglio 2011
Hai voluto la bicicletta?
Nell' ultimo mio post accennavo all' inizio del Tour de France, oggi si è concluso con la vittoria di Evans, tre settimane di bici che quest' anno sono riuscito a seguire molto, ma anche 21 giorni prima di riaggiornare questo blog.Nel frattempo ho corso alla giornata, senza obiettivi specifici e ho fatto una nuova bici, nuova per me dato che è usata, una Wilier Triestina, modello Galibier, la prima uscita è stata proprio il giorno che il Tour si arrampicava per il Galibier, non che voglia dire niente, però mi piacciono queste coincidenze.
Ho scoperto poi su Wikipedia che Wilier è un acronimo, vuol dire W l' Italia Libera e Redenta, grande colpo questo per accrescere il mio database di nozioni che non cambiano la vita ma a cui tengo.
Per ora nessun problema con gli attacchi, non ce l' ho mai avuti e temevo peggio, la caduta da fermo è l' incubo del ciclista all' esordio, anche se tutti fanno i disinvolti e negano.
Ora sotto con i km, c' è ancora mezza estate da pedalare e da correre, e come si chiedono i protagonisti di Sulla strada: dove andiamo? Non lo so ma dobbiamo andare


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