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mercoledì 15 gennaio 2014

Ora di tornare a stare meglio?

Anno nuovo beghe vecchie, so che non sarebbe bastato un semplice numero in fondo alla data per cambiare le cose, è normale; però anche se non crediamo in niente, o a poco, magari pensiamo che possa esserci uno spartiacque, un nuovo inizio, sapendo comunque che si tratta più che altro di superstizioni.
Ritrovati quindi i vecchi nemici che non se ne sono mai andati, ritrovo però anche vecchi amici, bastano dieci giorni di corsa praticata con continuità e con belle sedute per farlo.
I vecchi amici che intendo sono quell'insieme di sensazioni che mi porta da sempre il correre, al di là del benessere fisico, quello smussare gli spigoli dei pensieri e farli rotolare meglio nella mia testa.

lunedì 1 luglio 2013

Come possono finire le leggende?

E' mentre corro e sbuffo tra i saliscendi della “Corsa di Arrigo”, domenica mattina, a Castel Rigone che mi ri-viene in mente la grandezza di Valentino Rossi.
Arriva così, uno di quei pensieri che non sembrano legati a niente e sono fuori contesto, si presenta e basta, all'improvviso, come sabato pomeriggio, quando in superstrada la radio mi avvisa della sua vittoria, o forse arriva per non farmi pensare al mio pessimo stato di forma, boh?
Fatto sta che c'è, e corro, e allora penso che essere un campione, anzi un fuoriclasse, è anche saper stare 1000 lunghissimi giorni, un tempo infinito, a sentirti dire che sei finito, a leggere brutti giochi di parole col tuo nome (Vale non Vale, Vale ancora ecc.), a lottare

sabato 9 marzo 2013

Lo scopriremo solo correndo.

Ritengo che anche alla Corsa si possa applicare l'adagio “E' il passatempo più sano ed economico”, che da sempre appare nella prima pagina della Settimana Enigmistica: la spesa importante è per le scarpe, poi basta una strada, il resto sono accessori, più o meno superflui (Non ne faccio un discorso etico, credo fermamente nella necessaria indispensabilità del superfluo, sia chiaro).
Le mie nuove compagne di strada si chiamano Brooks Glycerin, prima volta con questo marchio in oltre dieci anni di corsa.
 
La prima volta è importante, sono uscito solo e senza mp3, per sentire meglio quello che mi sussurra la strada, il nuovo rumore dei miei passi.

Bel giretto in pianura, tre quarti d'ora tranquilli, giusto per conoscersi e comprenderci a vicenda, la prima vera sensazione non è malvagia, dico “vera” perchè la prima sarebbe quella dentro il negozio; senti la calzata, pianta larga o stretta, morbida o meno, cuciture e altro, ma la strada poi è sempre la strada, è lì che passo dopo passo viene a galla la realtà, se sia o meno adatta a noi.

Quindi aspettiamo altre uscite, per ora è buona ma per il giudizio bisogna aspettare, lo scopriremo solo correndo.

mercoledì 6 febbraio 2013

A che serve l'inverno


Corsa, strada, quindi libertà, ma anche nuvole grigie e troppi vestiti addosso.
Poi arriva una canzone che porta odore di primavera, porta anche ricordi di gente che non c'è più e che non tornerà, e non per scelta, ma è comunque una musica allegra.
Allora capisco definitivamente a che serve l'inverno, è l'attesa che mi fa apprezzare il sole che verrà e che mi chiuderà un po' gli occhi, è la fiducia in giornate splendenti, dove se qualcosa non va bene c'è una luce spettacolare e maestosa che deride e minimizza tutto, è l'ipotesi di stare con la camicia incollata alla schiena e fregarsene...
Tutto serve, anche queste giornate che chiamare grigie è riduttivo e scontato, sono il passepartout che metto intorno alla foto della stagione che verrà e che quindi ne risalta i colori, che me ne porta un po' anche se è ancora presto.

giovedì 13 dicembre 2012

Saper ascoltare

“Invece le canzoni non ti tradiscono. Anche chi le fa può tradirti, ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te hanno voluto dire qualcosa, le trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarle. Intatte. Non importa se cambierà chi le ha cantate. Se volete sapere la mia delle canzoni, delle vostre canzoni vi potete fidare"


Questa è tratta da Radiofreccia, ed è vero anche secondo me. Ci sono però canzoni che sento da una vita e che magari non ho “ascoltato” veramente, canzoni italiane che sento passare e

sabato 27 ottobre 2012

La strada è vita

Quelle corse che servono, quelle in cui vuoi essere da solo, a volte ci vogliono anche queste, ed oggi era il giorno giusto.
A dire il vero neanche preventivato, avrei dovuto far altro e stava piovendo di brutto, alle otto improvvisamente pausa pioggia, senza pensarci, per la paura che ricominciasse, ho infilato maglietta, calzoncini, scarpe, mp3 e via in strada.
Per i primi due km, fino al sottopasso che prendo sempre, tutto regolare, quello lo vedo come il vero ingresso nella corsa, dato che prima di prendere la strada bianca devo attraversarne di trafficate e quindi stare attento.
Il sottopassaggio del treno insomma come porta, e poi la sensazione di essere a casa, sulla “mia” strada, un luogo di tutti in verità, ma stranamente rassicurante, una riga bianca a forma di lampo che taglia dei campi nella quale

lunedì 22 ottobre 2012

400 Metri

400 Metri circa, una delle mie corse più corte, anzi 200, dato che il ritorno l' ho camminato tenendo la mano tra il gluteo dx e la schiena.
Sarebbe stato simpatico avere il Garmin per vedere la distanza precisa, invece ero partito senza orologio per quelle corsette senza pretese: 7,6 km vicino casa, mp3 e il bel sole delle undici e mezza che scaldava alla perfezione, né troppo né poco.
Nemmeno il tempo di finire la prima canzone che ero già nel ritorno, impossibile proseguire, ora aspettiamo lunedi per il responso del fisioterapista.
Non è comunque la mia uscita più corta, ricordo un 250 metri nel 2006, una prova di ripartenza da un' infortunio che invece richiese un' altro mese di stop, come scordare distanze e date quandosono così sciagurate?

mercoledì 5 settembre 2012

Sei ore

Chiudo con i post sulle vacanze, per mancanza di tempo non sono riuscito a dare un seguito a quello già inserito, credo che tutti comunque possano andare avanti lo stesso, lo so, è dura ma provateci.

Vengo all' attualità, per modo di dire, dato che sono passati già quattro giorni (Il web ha tempi troppo veloci? Tutto è subito scritto e già vecchio? O forse sono io che sono lento, sono più da blog che da facebook ecco).
Quattro giorni dalla mia prima sei ore, quella di Luco dei Marsi (Aq), 55 km per me, non è che puntassi a niente, solo a correre per sei ore.

La foto della premiazione di categoria può ingannare, io sono quello in mezzo e secondo l' ordine classico dei podi dovrei essere il primo, invece il vincitore è quello a sinistra, io secondo.
Però sono stato il primo a stendermi sul lettino delle massaggiatrici, tempo record: due ore scarse!
 

domenica 19 agosto 2012

Finalmente vacanze! -1

E' strano tornare in vacanza dopo undici anni, intendo vacanza "vera", non i fine settimana fuori casa per correre una gara.
Si perde l' abitudine e non è piacevole, una volta che puoi partire sei disorientato, avverti una strana inadeguatezza a lasciare la normalità, lo scontato. (Tutto va interpretato nel contesto, lo so che ci sono ben altri problemi, tipo perdere un derby o un personale in Maratona sfumato per pochi secondi)

I biglietti per treni che regolarmente tarderanno sono pronti, presi on-line, siamo coperti per le tratte Arezzo-Milano e Milano-Tirano.
Per la coincidenza ci sono dieci minuti, uno ingenuamente prova anche a

sabato 16 giugno 2012

948


Ogni tanto penso che in futuro potrei anche fare una prova di triathlon, avrei difficoltà col nuoto, in verità avrei problemi con tutto; non credo che basti fare una decina di uscite l' anno per definirsi ciclista, e nella disciplina che potrei fare meglio (O meno peggio) ci arriverei già cotto dalle altre due, però mai dire mai.
Chi non ha problemi è invece Federico, un amico che ha corso domenica a Pescara la sua prima prova, e l' ha fatto subito sul 70.3, quella con distanze: 1,9 km di nuoto, 90 km di bici e una bella mezza maratona per chiudere in bellezza.
Non ho idea di come possa essersi sentito Federico, anzi, il 948, quando si è trovato davanti al mare, però sono sicuro che non si è guardato indietro, chi sceglie questo guarda solo avanti e pensa al presente.

Il primo presente come detto sono 1,9 km a nuoto nel mare, notoriamente più difficile che farlo in piscina, senza onde e con i riferimenti della vasca, l' acqua è il primo dei quattro elementi che il triatleta Federico sfida, con la sua pelle sintetica arrivata venerdi e neanche testata prima, meglio così, la testa sarà sgombra da eventuali incertezze post-prova, soffocare i dubbi nella culla: l' istinto del killer.

Il 948 esce dall' acqua dopo 45 minuti, è tempo di mutamenti ora, va fatto di corsa anche questo, adesso si sfida il vento e deve spingere sui pedali, non è un problema, non lo è mai stato per lui, tantomeno oggi che affronta l' infinito, 90000 metri di pedalate prima dell' ultima mutazione, ora è un runner, ed è quello che conosco meglio perchè ho conosciuto Federico così, e ne è nata un' affinità …, boh, non so come spiegarlo, è tanta la gente che corre e tanti sono gli amici conosciuti grazie a questo sport, si può dire che con tutti sei sintonizzato sulla stessa lunghezza d' onda, sulla stessa radio, diciamo che con alcuni hai beccato anche le stesse canzoni ecco.

Ora arriva il fuoco, perchè è quello che c' è nei muscoli quando sono alla disperata ricerca d' ossigeno ma anche nel cuore perchè senti il traguardo avvicinarsi, l' eldorado non è più un miraggio, è a portata,
ma è anche terra, l' ultimo elemento, perchè ora la forza di gravità aumenta, è più difficile alzare le gambe e impostare una corsa regolare e rotonda.
Ma ora non si molla, non più, farlo vorrebbe dire tradire il se stesso che ha nuotato nel mare e sfidato il vento in equilibrio su una bici, tradire il se stesso che ha sottratto momenti preziosi alla vita privata, al lavoro, agli affetti, a tutto quanto per essere qui, ora e per sempre.

Come da copione il 948 non molla e chiude alla grande, dopo la finish-line torna Federico.

Da poco triatleta, o forse da sempre, perchè uomini di ferro si nasce, non si diventa.

mercoledì 21 marzo 2012

mercoledì 22 febbraio 2012

Prenderla come viene



Ogni Maratona è un' avventura, un avvenimento epico nella propria esistenza, qualcosa che meriterebbe di essere raccontata come si deve, da qualcuno bravo veramente, un fuoriclasse alla Joyce (Il suo “Ulisse” di oltre 700 pagine si svolge in una sola giornata e nella struttura rappresenta l' Odissea di Omero, c'è anche dell' altro ma già così rende l' idea).
Perchè sono tanti gli stati d' animo che si attraversano, tanti i pensieri, tante le difficoltà e altrettanti i momenti esaltanti, certe 42 km sono montagne russe tremende.

Prima della partenza si salutano gli amici, si consegna la borsa, si fa una sgambatina leggera, ci si appunta con le spille il nome che avremo sulla strada, non necessariamente in quest' ordine, ma comunque tutto prima di essere al km zero, con la mano sul cronometro e le orecchie in attesa.

Il primo km è quello che vola via sempre che nemmeno te ne accorgi, senti il Garmin che suona per la prima volta e scopri hai passato gran parte della prima frazioncina ad evitare gli altri podisti.
Raggiungo Wonder Woman e impostiamo un passo a 4' e 45'' al km, un' andatura che in allenamento teniamo bene, su una prima parte favorevole e con un clima che aiuta, sembra una passeggiata, non lo sarà.

I primi km passano tranquilli, all' inizio si affianca a noi Pierluigi The Rock, è in forma e dopo un po' allunga, poi un ragazzo di Perugia conosciuto online su Running Forum e ne approfittiamo per conoscerci di persona, poi Luca il Presidentissimo che fa la mezza, intanto siamo regolari fino alla cascata (12° km), perfetti fino al bivio 21-42 km, usciti da Terni inizia la pioggia, abbastanza fastidiosa e insistente, al 24°/25° iniziamo a perdere colpi, WW accusa dei dolori muscolari e preferisce non forzare, convertiamo la prova in lungo-lento, comunque mettermo km in cascina.

Il drittone intanto sembra non finire mai, c' è poca luce e si corre controvento, non manca niente per divertirsi insomma, poi finalmente, intorno al 30° ecco il bivio a sinistra che ci porta nel km sterrato, un ponte di legno da atraversare e siamo alla Parigi-Roubaix, non si corre sul pavé però ci si sporca, e questo da maggior prestigio ai nostri sforzi, al ristoro mangio un Pan di stelle e bevo una Coca, una battuta con l' animatore poi di nuovo a pestare sulle caviglie che iniziano a stridere.

Si torna sull' asfalto e per alcuni km chiacchieriamo con un nuovo amico, un podista alla sua 250° Maratona, tutti e tre tiriamo a finire alla meno peggio, al ristoro dopo ci perdiamo di vista, io e WW beviamo da fermi, l' uomo bicentenario va.
Si naviga a vista, quello che viene viene, poi rientrati a Terni una frustata d' orgoglio e tentiamo di stare sotto le 3h e 40', se vuoi un obiettivo* lo trovi sempre, anche quando è andata storta è giusto lottare per qualcosa, e allora spingiamo e razziamo le ulime forze, non basterà, 37 secondi ci buttano senza pietà dalla parte sbagliata del risultato.

Perchè sempre risultato si chiama, non esistono tracolli o fallimenti ma solo risultati, a volte buoni a volte meno, prendiamola come viene e guardiamo avanti, dopo ognuno di essi c' è un' altra strada che riparte e ci aspetta.
A me stamattina mi aspettava il mio giro perfetto, i miei classici 7,6 km dove scaricare dolori post-gara e microtraumi, la prima corsa dopo la Maratona, quella che veramente ti riordina.

martedì 3 gennaio 2012

Con 24 secondi



Dicembre è volato via, non sono riuscito ad aggiornare il blog con il resoconto della Maratona non fatta di Pisa, d' altronde se non l' ho fatta che racconto?
Fisicamente non ero al meglio e senza tante preoccupazioni ho deviato per la mezza, per sfruttare comunque il periodo di allenamenti mi sono iscritto alla Maratona di San Silvestro a Calderara di Reno.

Quindi per il terzo anno consecutivo sui 12 giri da 3,500 km, cinque curve a destra e una a sinistra, gli iscritti sembrano sempre gli stessi, è un rito più che una gara.
Il primo giro è un ritorno su sentieri conosciuti, un riprendere confidenza con il tracciato piatto e scorrevole, con tratti di strada visti e rivisti.
Spingo a tutta da subito, non voglio rimorsi, nei primi giri entrano a farmi compagnia anche due amici che fanno la gara a staffetta, quindi ho tutto dalla mia; clima, percorso e lepri, motivi in più per non mollare quando verrano tempi peggiori.

Tempi che arrivano puntuali al 32/34° km, sono al mio limite ed ho un calo, non un crack ma una lenta e regolare deriva, testimoniata dai passaggi che rivedo dopo su TDS.
Cerco di tenermi a galla in tutti i modi, provo a sfruttare il tratto un po' favorevole (E' impercettibile ma a questo punto i sensi si affinano) per rientrare nel passo dell' inizio, cerco appigli mentali, tutto quello che non mi faccia pensare alla fatica che grida nei muscoli.

Così gli ultimi due giri sono un continuo tener duro, un non voler mollare, ho capito che non farò il tempone ma voglio comunque il meglio, l' ultimo km sfodero un disperato 4'22'' di passo e miglioro il PB di 24 secondi, se non avessi raschiato tutto (Veramente tutto) in quell' assalto finale non ce l' avrei mai fatta.
Prima di farmi infilare la medaglia devo appoggiarmi ad una transenna, è la mia 18° Maratona o ultra e non sono mai arrivato così sfinito, la sera poi crollerò dal sonno in casa di amici intorno alle undici confermandomi un pessimo compagno per la fine dell' anno.

Ho cercato su you tube se ci fosse una canzone o qualcosa da inserire con il tema 24 secondi, cliccando, tra le altre cose scopro che in 24 secondi c' è chi: ci prepara una pizza, chi ci risolve il cubo di Rubik, chi ci rulla una canna, chi ci fa gol al Barcellona (Pato), chi risolve il gioco del 15 ecc..., io ci miglioro il mio personale in Maratona!

sabato 31 dicembre 2011

PB a Calderara

Ancora un PB alla fine dell' anno: 3h 12' 30'' a Calderara di Reno, poco miglioramento, presto racconto, buon 2012 a tutti!

lunedì 7 novembre 2011

Incrinato ma intero


Strana la corsa, ci sono giorni in cui ti aspetti di andare in mille pezzi come un mosaico, invece tiri fuori un 3h e 16' che è anche il secondo miglior tempo di sempre.

Non sono uno che si lamenta preventivamente ma uno realista, in questa gara come “consegna” avevo 30 km tirati con Wonder Woman, poi quello che sarebbe venuto, a piacere, appunto pensavo ad un crollo più deciso, invece ho resistito molto bene.

La partenza è a Forlì, sotto una fitta pioggia, le facce in giro però sono tranquille, è gente abituata alle intemperie e agli sforzi prolungati, prima dello sparo si ripetono i gesti di sempre, i soliti riti scaccia-tensione; chi si riallaccia le scarpe, chi scambia incoraggiamenti con il vicino sconosciuto fino a poco prima, chi promette “bastonate” ai compagni di squadra ecc..., ognuno ha il suo modo di vivere quei minuti sospesi, quel tempo senza tempo che non è più l' orario normale del mondo ma non è ancora il tempo di gara.

Forse la partenza con la pistola si fa apposta, per scuotere da questo momento, infatti ci scuote e si va, pensieri e paure scompaiono, torneranno più avanti, intanto un breve giro nel centro prima di prendere la direzione di Ravenna.
Si corre molto su un' argine di un fiume, un tratto un po' noioso ma non difficile, però la strada è stretta e bisogna stare attenti e concentrati sul proprio passo quando si incontrano gruppi, alcuni corrono a “strappi” e rischiano di portarti via dato che ancora stai bene e il cambiamento di ritmo è poco.

Fino alla mezza c'è poco altro da dire, se non che ha smesso di piovere e che passiamo regolari in 1h e 35' 16'', si inizia un po' a sentire la fatica, è l' ora della prima stretta di denti, bisogna arrivare a trenta senza mollare niente, ai restanti 12 ci penserò quando sarà il momento.
Si esce finalmente dall' argine e si entra a Ravenna, qualche giro interno e siamo al bivio 30-42, la corsa per WW finisce qui, tutto regolare, io proseguo e comincio il conto alla rovescia dei km, mi fermo un attimo ad un ristoro per una banana ed un bicchier d' acqua poi riparto con Daniele, un amico con cui ho corso anche venerdi sera nella sgambata pre-gara.

E' proprio lui che mi aiuta a non mollare in questo momento, lo vedo davanti di poco e decido di seguirlo, anzi mi obbligo, dopo l' uscita dalla strada dei partecipanti alla 30 siamo rimasti in pochi e decido che è meglio avere un riferimento.
Per un paio di km lo precedo, entriamo in un parco, usciamo, entriamo in un' altro e sento della musica, delle ragazze stanno suonando Just a Girl dei No Doubt, per me la musica è rigenerante, meglio di qualsiasi ristoro, mano a mano che corro la canzone finisce, intonano qualcos' altro che non riconosco, ma la canzone non parte, due o tre prove ma non va, io prego che riattacchino, al 35° km accetto di tutto, anche un Van Halen (No Jump o mi ritiro) o un Bon Jovi (Solo per ieri, oggi non vale), basta che facciate presto, finalmente parte Sweet child o' mine dei Guns, salvo!

Passo vicino e saluto col segno del Rock, ora posso affrontare meglio gli ultimi km, mi rinfilo nel centro e lotto coi sampietrini sconnessi ed i secchi cambi di direzione dei vicoli, ad ogni segnalazione però c' è un addetto all' incrocio che mi saluta e mi dice di non mollare, non lo faccio ed entro in piazza tra gli applausi, lo speaker annuncia il mio nome e una bella ragazza mi infila una medaglia con un mosaico.

Forse Ravenna essendo la città del mosaico è quella che rappresenta meglio l' essenza del maratoneta; come la medaglia tante incrinature, ma comunque tutto intero.

sabato 5 novembre 2011

Meno uno

Ci siamo, domattina si parte col pullman per Ravenna, qui corsi nel 2005 la mia prima Maratona, il percorso era diverso, ma il clima si preannuncia quello di allora: pioggia continua, è rassicurante avere delle certezze.

Una volta si partiva da Ravenna, dal Pala De Andre' per poi tornarci alla fine dei 42,195 km, questa volta si parte da Forlì, si entra a Ravenna e gli ultimi 12 km si faranno nel centro, sperando che ci sia gente per strada ad incitarci, a distrarci un po' dai pensieri* della fatica.

A domani per il crono.

*Pensieri in una giornata come questa mi sembra una parola sbagliata pensando a chi sta a Genova e ne ha di ben altri, logicamente nel nostro caso riferita al contesto sportivo.




martedì 1 novembre 2011

Matematica

Manca meno di una settimana alla Maratona di Ravenna, più o meno mi presenterò come quei scolari che fanno poco durante l' anno poi a ridosso dell' esame provano goffamente e disordinatamente a recuperare tutto.
Però c' è una differenza, allo studente magari chiedono una cosa che ha letto la mattina del ripasso confuso e tutto va bene, in Maratona invece ti chiedono tutto il programma, e la tolleranza per le mancanze di solito è poca.

Il momento della verità è intorno al 32/34° km, se le difficoltà iniziano prima o non è giornata o non valeva la pena neanche partire, se stai pefettamente tutto va regolare, ma nella grande maggioranza delle volte è qua che tocca iniziare a tenere duro.
In poche parole già mi sto preparando, non è che metto le mani avanti, è che è matematica; pochi lunghi-botto sicuro, almeno per me.
Prendiamola come un lungo per Pisa, a Dicembre, là sono già segnato dall' anno scorso, quando la rinviarono per il maltempo.

Intanto oggi mi sono goduto i colori dell' autunno, 14 km di rosso, giallo e verde, gambe buone dopo la mezza di domenica a Trevi (1h e 34'), tutto regolare, da solo dopo tanto tempo, anzi con la mia musica:

venerdì 30 settembre 2011

38 Giorni per una 42 km

Dopo un Agosto passato in bici per via di un' infiammazione a Settembre ho ripreso a correre regolarmente.
I miei propositi per l' autunno erano: lavorare per un periodo sulla velocità nei 10000, prolungare la distanza e arrivare alla mezza per migliorare il mio personale, quindi avere un riferimento per preparare una Maratona a tutta in primavera.

Propositi subito saltati, il motivo è che mi faccio trascinare dai compagni (Senza tanta fatica del resto), così mi trovo iscritto alla Maratona Forlì-Ravenna insieme ad altri dodici/tredici individui

Ora dovrò preparare una 42 km in 40 giorni esatti (Anzi 38, due sono già andati), intanto stamattina mi sono preso un Garmin 110 che come l' altro esordirà in gara alla Lamarina (Era il Garmin 405 nel 2008)

Ma ora muoversi! Solo 38 giorni, meno chiacchiere e più corsa.


(Nella foto la mia prima Maratona, proprio a Ravenna nel 2005)

lunedì 22 agosto 2011

TT e il fantino perduto



Dopo aver guardato alcune cose su you tube e seguendo quelli che suggerisce nella colonna a destra mi trovo sul Torist Trophy, mi ricordo con che video ero partito ma ho gia perso la traccia mentale dei clip che mi hanno portato fino a questo (potrei andare in cronologia ma non è questo il punto), il punto è che visto uno mi sono appassionato a questa gara e ne ho visti molti altri.

Il video seduce, incanta subito, moto e piloti che normalmente ti aspetti di vedere in un circuito qui corrono e rombano tra pali della luce, stradine di campagna, muretti ecc. , insomma tutto che non sia pista.

È semplicemente affascinante, per tutti intendo, io non sono un appassionato di motori, ho una vespa 125 e seguo il motomondiale, non credo che basti per definirsi tale, poi finisco su un video così e vengo rapito.

Mi viene in mente quel quadro di Magritte, "Il fantino perduto", il fantino in questione attraversa un bosco, però si vede che è vestito da ippodromo, ha perso la strada ma non si è perso d’animo, e insieme ai vestiti resta la postura da gara (Forse l’ unica che conosce)

Questi in moto fanno la stessa cosa, la sola che sappiano fare, dare gas a tutta, si tratti di pista o di strada, e vedere le immagini di loro che passano tra vialetti e su strade normali ha la stessa magia del fantino perduto di Magritte.

domenica 24 luglio 2011

Hai voluto la bicicletta?

Nell' ultimo mio post accennavo all' inizio del Tour de France, oggi si è concluso con la vittoria di Evans, tre settimane di bici che quest' anno sono riuscito a seguire molto, ma anche 21 giorni prima di riaggiornare questo blog.

Nel frattempo ho corso alla giornata, senza obiettivi specifici e ho fatto una nuova bici, nuova per me dato che è usata, una Wilier Triestina, modello Galibier, la prima uscita è stata proprio il giorno che il Tour si arrampicava per il Galibier, non che voglia dire niente, però mi piacciono queste coincidenze.

Ho scoperto poi su Wikipedia che Wilier è un acronimo, vuol dire W l' Italia Libera e Redenta, grande colpo questo per accrescere il mio database di nozioni che non cambiano la vita ma a cui tengo.

Per ora nessun problema con gli attacchi, non ce l' ho mai avuti e temevo peggio, la caduta da fermo è l' incubo del ciclista all' esordio, anche se tutti fanno i disinvolti e negano.
Ora sotto con i km, c' è ancora mezza estate da pedalare e da correre, e come si chiedono i protagonisti di Sulla strada: dove andiamo? Non lo so ma dobbiamo andare