
La prima mattinata non promette bene, sembra che si stia preparando un nubifragio, come misera difesa tiro fuori dalla borsa un cappello e un antivento senza maniche, oggetti che per fortuna lascero' poi in auto.
Per fortuna perché dopo il tempo migliora, in qualche tratto ci sara' anche il sole.
Al via siamo in tanti, c' è infatti la Maratona e la stracittadina, si parte veloci ed il primo km passa subito in 4'20'', troppo, bisogna subito tornare ad un passo alla portata.
Troviamo un andatura a 4'35, fino al 30' km tutto bene, qualche volta si perde qualcosa col vento ma poca roba.
Tutto procede bene, regolare, fino a quei chilometri che con l' allenamento sono diventati "familiari" e gestibili, poi ecco i primi momenti difficili.
Alla Maratona non ci si abitua mai, questa del Piceno è stata per me la decima in 14 mesi, e come sempre ad un certo chilometraggio inizia il calvario, quei mille dolori e quei mille pensieri che rischiano di fermarti, sono sirene che ti chiamano e il difficile è resistere, non mollare.
Se ti fermi è tutto finito, il dolore passa al volo e la testa si rilassa, pèrchè non farlo?
La cosa più logica sarebbe quella, ma se seguissimo la logica non saremmo maratoneti, allora si continua, anzi, penso che prima arrivo prima finisce tutto (Pantani lo diceva per le salite).
Finalmente nei tratti finali troviamo della gente che ci incita, troviamo anche la forza per una volata con una ragazza che ci riprende al 41,5 km, grande progressione impossibile da seguire, anzi da precedere!
Dopo due settimane altro personale: 3h e 18'13''.
Stamattina sono stato a Ponte Felcino, per i dieci km del "Trofeo La Pineta", stesso nome sulla strada della gara precedente: 236